Affrettati Lentamente
Conversation Piece Part XI
Alicja Kwade, Paul Maheke, Enrique Ramírez, Prem Sahib, Henry Taylor
a cura di Marcello Smarrelli
Anteprima stampa: mercoledì 14 gennaio 2026 | ore 12.00
Inaugurazione: mercoledì 14 gennaio 2026 | ore 18.00-20.00
Apertura al pubblico: 15 gennaio-12 aprile 2026
Dal 15 gennaio al 12 aprile 2026 la Fondazione Memmo presenta Affrettati Lentamente, undicesimo capitolo di Conversation Piece, ciclo di mostre con cadenza annuale a cura di Marcello Smarrelli, nato con l’intento di restituire una panoramica degli artisti italiani e stranieri che scelgono Roma come luogo di residenza e di ricerca.
Un progetto curatoriale di grande successo, che ha già coinvolto oltre sessanta tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea internazionale.
Il titolo della mostra, Affrettati lentamente, si ispira alla celebre locuzione latina festìna lente attribuita dallo storico romano Svetonio all’imperatore Augusto che unisce in un ossimoro due concetti antitetici – velocità e lentezza – per indicare un agire tempestivo e deciso, ma al tempo stesso cauto e riflessivo.
Come di consueto, anche agli artisti di questa undicesima edizione è stato chiesto di confrontarsi con un tema di risonanza universale, ma intimamente legato alla storia dell’arte, alla città di Roma e alla sua storia millenaria.
Esiste un tempo interno alle opere d’arte? Come si percepisce, come si misura e quale valore assume, reale o simbolico, nel processo creativo?
Queste alcune delle riflessioni proposte agli artisti invitati: Alicja Kwade (1979, Katowice, Polonia), vincitrice del Premio Roma 2025-26 presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo; Paul Maheke (1985, Brive-la-Gaillarde, Francia) e Enrique Ramírez (1979, Santiago del Cile, Cile), entrambi pensionnaires 2025-26 presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici; Prem Sahib (1982, Londra), BSR – British School at Rome Abbey Fellow 2025-26; Henry Taylor (1958, Ventura, California).
Le opere esposte, realizzate appositamente per gli spazi della Fondazione Memmo o presentate per la prima volta a Roma, riflettono sul tempo dell’arte, raccontandolo attraverso modalità e linguaggi differenti. L’opera d’arte diventa, così, un peculiare misuratore del tempo, il cui funzionamento va di volta in volta decodificato.